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Caro, piccolo blog.

E alla fine ci siamo.
Dopo un mese di lezioni e di applicazione sui nuovi media, siamo arrivati al giorno dell'esame. Il momento in cui tireremo le fila del nostro lavoro sul blog. Senza avventurarmi in previsioni intempestive, che rischierebbero di influenzare il giudice ultimo delle nostre fatiche (Sono certo che l'occhio indulgente del professore è sempre sui nostri blog.), vorrei esprimere alcune personali valutazioni.
Debbo confessare un iniziale diffidenza. Poi dopo aver passato giorni e giorni ad accudirlo e nutrirlo di post e contenuti multimediali, ho imparato ad affezzionarmi a questo nuovo, piccolo media. Certo le creazioni di altri miei compagni godono di una salute maggiore e alcuni esemplari sono particolarmente interessanti.
Penso che il Blog abbia dei limiti, spesso rischia di trasformarsi in una specie di diario personale pubblico. Può essere uno strumento interessante, secondo me, una volta legato ad un tema specifico, più che a una personalità singola: Un blog potrebbe servire a sostenere una campagna sociale, a un movimento politico.
In definitiva, tendo a vedere il blog come una forma intermedia di un processo con tappe più importanti.

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Free wheeling

L'ultimo argomento affrontato a lezione è quanto mai esteso ed è oggetto di un dibattito più che decennale: il copyright. O meglio l'influenza devastante delle nuove tecnologie sul diritto d'autore nella sua concezione tradizionale.
Personalmente non pretendo certo di proporre soluzioni per un problema di tali dimensioni e con aspetti così controversi, sebbene tendenzialmente vedo in maniera positiva la possibilità di far circolare liberamente informazione e cultura, come permesso dalla rivoluzione digitale. Mi limito a notare il fatto che nel caso delle tecnologie digitali il progresso tecnico è stato talmente veloce da lasciare un vuoto enorme nella teoria. Gli aspetti sociali non sono stati adeguatamente studiati, gli interventi delle istituzioni sono stati soprattutto di carattere repressivo. Il dibattito su questi argomenti è spesso superficiale o comunque non all'altezza dell'importanza di questa nuova rivoluzione tecnologica per così tanti campi della vita sociale. Sarebbe auspicabile secondo me che giuristi, filosofi, informatici, letterati, artisti si trovassero per discutere, in un ottica universale e non di settore, sugli sviluppi della "società in rete". Oops... dimenticavo una categoria fondamentale: visto e considerato come queste questioni interessino la vita di tutti, sarebbe compito dei politici promuoverne il dibattito nell'opinione pubblica. Mi sembra inoltre che questo sarebbe un caso in cui la politica potrebbe ritrovare quei caratteri di efficacia che oggi mancano al suo operato.
Mi sono dilungato oltre le mie intenzioni iniziali.
Quello che mi premeva veramente era indicare a chi non lo conoscesse l'indirizzo internet di uno degli esperimenti più innovativi di letteratura svincolata dal diritto d'autore: il portale dei wu-mingclicca sull'immagine per andare al sito della fondazione wu-ming.

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